SONO ANCORA QUA (FRA)

L’ictus ischemico è la morte di una parte del tessuto cerebrale (infarto cerebrale) dovuta a un insufficiente apporto di sangue e ossigeno al cervello in seguito al blocco di un’arteria.

Con questa definizione inizio un blog che mi emoziona in maniera particolare scrivere. Francesca , donna giovane, bellissima, intelligente, positiva, dinamica, lavoratrice, indipendente, intraprendente, mamma e moglie… come lei si definisce ‘SuperDonna’. Una mattina, prendendo il caffè, prima della sua solita giornata di lavoro, la sua vita si accascia a terra, cosi senza un avvertimento, un accenno. “…Ricordo il caffè …il rumore dell’elicottero..alcune luci..niente altro”

Nella mia attività ho conosciuto realtà veramente difficili e tristi, ma nello stesso tempo posso dire che grazie a queste situazioni e persone ho capito che sono nata per questo lavoro perché mi fanno capire che cosa è importante veramente nella vita e che quanto questa sia fragile e preziosa.

Continuo con le parole di Francesca:

Confesso che all’inizio avrei voluto morire piuttosto che vivere in quello stato e questo pensiero è stato presente per molto tempo, fino a quando i miglioramenti hanno cominciato a essere evidenti. Però lottavo, mi facevo forza, soprattutto pensando ai miei figli . Alla fine il recupero nel mio caso è stato superiore a quello che i medici avevano preventivato, sono sicura che la mia determinazione sia stata fondamentale, non ho mai mollato. Purtroppo ho visto mio marito abbandonare me e la mia famiglia subito dopo l’ictus e questo forse è stato più devastante della malattia. Essere abbandonata dall’uomo che ami, padre dei tuoi bambini, vederlo andare via con un altra donna ‘sana’, non come me , che adesso sono completamente dipendente da altri, adesso che non muovo più il mio corpo, che non posso più nemmeno fare le attività basiche …. adesso che ho bisogno di un compagno per percorrere questo cammino che è veramente lungo.

Oltre alla riabilitazione Fra ha dovuto affrontare un intervento chirurgico al cranio per un improvvisa emorragia. Il recupero della parola e della scrittura sono stati importanti quanto quello della postura. “È stato come tornare bambina, ho dovuto ricominciare dall’ABC. Devo ringraziare Barbara che mi ha seguito ed è stata forse la persona che mi ha aiutato di più. Mi sarebbe piaciuto poter continuare le sedute al centro fisioterapeutico locale, ma non è stato possibile, ci sono molte persone in attesa, e dopo un anno mi hanno detto che devo fare da sola. Ecco che abbiamo bisogno di un intervento domiciliare privato, rimasta sola con i miei figli minorenni, i miei genitori si sono tempestivamente traslocati a casa mia. Ci parlano di questa terapista, massoterapia, personal trainer specializzata nella riabilitazione Barbara ..e scopro che e’ la figlia del mio ex principale dove ho lavorato per alcuni anni. Proprio lei con cui passavo tutti i giorni della mia vita nel posto di lavoro dove per me era una famiglia. sentivo che lei era la persona giusta. Mi sono fidata di lei prima ancora di rivederla.”

Inizia il nostro meraviglioso, difficile, doloroso cammino insieme, io, Fra… Riso (meravigliosa braccio destro di Fra ma confesso anche mio)…e la famiglia sempre presente.. Quando incontro Francesca, ho avuto un emozione veramente conflittuale , tra gioia e stupore, tristezza e meraviglia. Era proprio lei, la mia ex Segretaria che tutti noi adoravamo perché era il raggio di sole dell’azienda bravissima professionista, sempre presente e efficiente.

E adesso la rivedo in una sedia a rotelle, con la vita spezzata da un ictus, con il suo sorriso che esce con difficolta, ma gli occhi sono pieni di fiducia e speranzava ma anche di tanta paura “sono nelle tue mani, aiutami”. Un altro obbiettivo da raggiungere, forse il più importante , devo fare l’impossibile lei deve muovere questa maledetta parte sinistra che l’ictus ha paralizzato.

Inizio la terapia con semplici movimenti di mobilità articolare, per sbloccare le parti oramai ferme da troppo tempo.. e massaggiando e pizzicando la gamba sx, ecco che questa si muove grazie allo stimolo del dolore. La gamba e’ viva e sente tutto, adesso inizia la battaglia. Francesca deve alzarsi. Nemmeno il covid ci ferma. Grazie alla sua donna di sostegno, Riso, facciamo le videochiamate tutti giorni continuando la terapia con esercizi massacranti ma che giorno dopo giorno danno i frutti.

La gamba si muove! da dx a sx , ha forza e spinge si apre e si chiude. Lacrime e sorrisi, queste sono le parole che descrivono il tutto. Abbiamo un ostacolo, il braccio e la mano, non danno nessun cenno di movimento. Ma decidiamo di procedere passo passo. Adesso pensiamo ad alzarsi. Ma non mi basta, tutti i giorni continuo a stimolare la mano e il braccio, finche Fra , provando dolore, ritira il braccio e muove il pollice. Ecco adesso si che mi dedicherò principalmente alla parte inferiore , perché so che anche il braccio e la mano sono attivi.

Continuo ad aumentare il carico, riesco ad alzarla con l aiuto di appoggio, riesco a farla sorridere più spesso… adesso non parla quasi più del marito. Esercizi fisici, scrivere leggere….e infine lei decide che vuole addirittura scrivere un libro.”Sono ancora qua

E ieri Fra si e’ messa seduta sulla sedia come tutti noi, si sorregge con la propria schiena e può stare a tavola in una sedia normale. Ce la stiamo facendo….

Prossimo passo alzarsi e stare da sole in piedi… poi cammineremo! promesso…….

la storia continua.

Ictus è ischemico, solitamente è dovuto a un’arteria bloccata, spesso da un coagulo di sangue, pertanto le cellule cerebrali, non essendo irrorate, non ricevono dal sangue ossigeno e glucosio (zucchero) sufficienti. Il danno che ne risulta dipende da quanto tempo le cellule cerebrali sono state private di sangue. Se ne sono state private solo per breve tempo, le cellule cerebrali sono stressate, ma possono recuperare. Se le cellule cerebrali sono state private per lungo tempo muoiono e si possono perdere alcune funzioni, a volte in modo permanente. La rapidità con la quale le cellule cerebrali muoiono dopo essere state private di sangue varia. Muoiono dopo soli pochi minuti in alcune zone del cervello, in alcuni casi, dopo la morte delle cellule cerebrali, una zona diversa del cervello può imparare come svolgere le funzioni precedentemente eseguite dalla zona lesa.

Nel giro di giorni o mesi parte della funzionalità viene spesso recuperata poiché, sebbene alcune cellule cerebrali muoiano, altre sono solo lese e possono tornare a funzionare. Inoltre, alcune aree del cervello possono acquisire le funzioni eseguite precedentemente dalla parte lesa, una caratteristica definita plasticità. Tuttavia, gli effetti precoci di un ictus, compresa la paralisi, possono rivelarsi permanenti. I muscoli che non vengono utilizzati diventano permanentemente spastici e rigidi e possono manifestarsi spasmi muscolari dolorosi. Questi pazienti possono avere difficoltà a deambulare, deglutire, pronunciare chiaramente le parole ed eseguire le normali attività quotidiane. Inoltre, possono persistere difficoltà di memoria, pensiero, concentrazione, apprendimento o controllo delle emozioni. Depressione, insufficienza uditiva o visiva oppure vertigini possono continuare a rappresentare un problema.

Si evince quindi l’importanza tempestiva e continua della terapia fisica, la costanza dell’esercizio malgrado la comprensiva stanchezza, a volte demotivazione dovuta alle piccole sconfitte nelle battaglie quotidiane.

Ma il dolore e la fatica vi assicuro verra’ premiata con la vittoria della guerra più grande che queste persone combattono insieme ai propri terapisti che affiancano e credono incessantemente nei loro pazienti.

Articolo Copyright © All Rights Reserved Barbara Tramonti

7 risposte a “SONO ANCORA QUA (FRA)”

  1. Se sei la ragazza che ho conosciuto con Fra sono felice di questa iniziativa spargeremo questa notizia e spero avrai un bel successo con questo blog. Tu sei bravissima

  2. Francesca cara amica mia la vita è stata dura con te ma tu sei forte e vincerai per te e per i tuoi figli e per dimostrare a quel mostro che ti sei sposata che tu puoi farcela che non sei finita ti voglio bene

  3. Cara Francesca,
    Ritrovo nelle tue parole, la ragazza ostinata, caparbia, spiritosa e bellissima quale sei. Sono felicissima dei tuoi progressi. Se c’è qualcuno che ce la può fare, quella sei tu. Voglio sentirti di nuovo cantare “la filanda “. Io ti penso sempre, non ti ho dimenticata. Spero di poterci finalmente vedere. Un abbraccio affettuoso

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